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Halloween: DIY facili facili!

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Ve lo devo dire: io non ho mai festeggiato Halloween. Nè zucche illuminate, nè mostruose maschere, nè <dolcetto o scherzetto>. 
L'unico ricordo che ho della "notte delle streghe" ai tempi dell'infanzia è la luce degli "officieu", candele tipiche della tradizione ligure, ormai quasi introvabili. Famiglia intorno alla piccola fiamma, segno del ricordo dei familiari saliti in cielo.
Solo da ragazzina avevo un po' abbandonato la tradizione familiare per partecipare a qualche festa dallo spirito pagano...fatta di meravigliosi cioccolatini ai cereali, che ancora ricordo con l'acquolina in bocca, e qualche party (leggi: uno) in discoteca, con tanto di cappello da strega e trucco per l'occasione. Avevo vent'anni e tra le miriadi di ragazzi stipati nella sala avevo incontrato, o meglio re-incontrato, gli occhi di quello che oggi è PapàI. Ma questa è un'altra storia...
Stasera, con un bimbo di quasi tre anni, parteciperò alla mia prima festa di…

Non ho scelto per te, ma ti accompagno per mano...

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Qualche settimana fa ho portato BabyD ad un incontro di psicomotricità propedeutico alla danza, tenuto da una mia amica. Un'iniziativa veramente bella, basata non solo sulla musica e il movimento, sulla coordinazione e sul rispetto delle regole e degli spazi, ma con riferimenti al mondo montessoriano, al 'ti insegno a fare da solo', allo sviluppo della libertà di ogni bimbo. BabyD è entrato nella palestra lanciatissimo, tutto saltellante, attratto da maracas e tamburelli che l'insegnante aveva disposto a terra. È partito, con gli altri bimbi, dal 'cerchio della partenza', ha fatto un pezzettino di percorso brandendo la spada in gomma consegnata ad ogni maschietto, si è seduto sui tappetini per fare gli esercizi di coordinazione. Poi ha fatto un passo indietro, si è seduto vicino a me ed è stato ad osservare, senza più partecipare attivamente, nonostante gli inviti della maestra, nonostante io lo accompagnassi nel gruppo per mano. Tutto in estrema tranquillità, s…

Addio al ciuccio. La fine di un amore.

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La nostra esperienza sull'addio al ciuccio è il tipico esempio di come io, mamma, segua il metodo, l'assecondare i bisogni di mio figlio, l'ascoltarlo e osservarlo perché arrivi da solo, secondo i suoi tempi, a fare una data cosa e di come lui, il papà, sia semplicemente (e dolcemente) sbadato su ciò che riguarda l'accudimento di nostro figlio. E di come il mio metodo non sempre funzioni e il suo invece sì.
Per cercare di iniziare il distacco dal ciuccio, diventato il grande amore di mio figlio dai cinque-sei mesi in poi, me ne sono inventata di ogni. Dalla favola della <Fatina della nanna> all'arrivo di vari cuginetti a cui regalarlo, dalla possibilità di donarlo ai cuccioli della gattina di casa. 
Nulla da fare, lo abbandonava per un po' ma poi tornava a cercarlo. La nanna senza il ciuccio non era possibile. Per calmarsi dopo un pianto non c'era abbraccio della mamma che tenesse, solo con il ciuccio si riusciva nell'impresa. Così come nella consol…

Ho un figlio vegetariano!

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Mio marito dice che la causa sono i passati di verdura che ho mangiato in gravidanza. Ma erano l'unico cibo che il mio stomaco è stato in grado di tollerare per i primi quattro-cinque mesi.  In effetti, se è vero che la percezione dei sapori avviene già nel grembo materno, la mia passione per le verdure in gravidanza potrebbe aver orientato i suoi gusti alimentari.  Inoltre, dopo le nausee, ho sviluppato una passione, prima a me sconosciuta, per la cipolla, che quindi è entrata a far parte della nostra alimentazione di famiglia. In gravidanza e pure in allattamento. E il piccolo ha sempre apprezzato il mio latte <al gusto di cipolla>, forse perché già abituato dal pancione. 
Arrivati al momento di introdurre le pappe, è stato entusiasta fin da subito! Ciotole di passato di verdure come un bimbo grande! Avendo proceduto con una sorta di svezzamento <misto> tra il metodo tradizionale e l'autosvezzamento (ossia abbiamo iniziato con la minestrina <come quella di mamma …

Quell'estate in cui ti ho portato sempre addosso

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Il periodo più bello e intenso in cui ho portato mio figlio è stato durante l'estate.  La sua prima estate, due anni fa. Lui aveva 6-7 mesi e adorava vedere il mondo stando seduto sul mio fianco, sostenuto da una fascia portabebè. Che poi, il supporto che abbiamo usato, una fascia con tutte le qualità per essere considerata tale non lo era mica. Nemmeno sapevo cosa fosse l'armatura diagonale, il blend misto e la grammatura. Sentivo semplicemente necessario avere qualcosa che mi aiutasse a tenerlo vicino a me sul fianco, per scoprire insieme il mondo. La nostra 'fascia' era in effetti una lunga e spessa sciarpa di cotone azzurra a righine colorate, regalatami dalla mia nonna anni addietro. Facendo il cambio armadi, l'ho vista. E subito l'ho amata come il supporto tanto cercato. 
Un nodo sulla spalla, sederino più basso delle ginocchia, sostegno alla schiena (le basi imparate con l'uso della fascia elastica)...e via a scoprire il mondo insieme.
Sarebbe stato p…

I pomodori hanno le spine. Ovvero la mani-piedi-bocca secondo mio figlio.

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Un paio di sere fa, all'ora di cena, riempio il piatto di BabyD con tanto buon pomodoro, che lui adora. Ci si avventa su...ma già al primo boccone inizia a piangere e a dire che gli fanno male i denti, che <i doi hanno e pie, mamma!>.
Che strano comportamento! Se fosse stato un qualsiasi altro alimento avrei pensato che la scenetta tragi-comica fosse un mezzo per non mangiare ciò che aveva nel piatto (perché è solito inventarsi ogni scusa se una cosa non gli piace...per esempio che quella cosa gli fa male al pancino, e te lo dice con profondo dolore e commozione negli occhi!). Ma con i pomodori non era possibile...perché per loro è amore incondizionato!
Gli guardo i denti e sono tutti al loro posto. Gli guardo la lingua e per quel che mi fa vedere è bella rosea come dev'essere. Cerco di guardargli l'interno delle labbra...e sebbene si dimeni, intravedo tante belle vescicole! 
La mente mi va subito alla sua amichetta di asilo nido a casa con la mani-piedi-bocca, povera p…

Il tempo esclusivo

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Da qualche settimana sono arrivate le prime giornate di sole caldo, i pomeriggi al mare, segni d'estate, le mattinate di venticello leggero, che ti scompiglia i capelli. Cambio di armadio e via, fuori con le magliette leggere e i cappellini di lana chiusi nel cassetto. La copertina resta solo un ricordo. Anche se non è molto che mi faceva compagnia la sera, quando cala il sole e in casa arriva il freddino, perché è finita la stagione del riscaldamento centralizzato che faceva sembrare il nostro appartamento una succursale delle Bahamas. Tutti fuori a giocare. A sudare. Ad asciugare al vento come lenzuoli stesi al sole. E zac! L'idillio di nuova vita si infrange con l'arrivo della tosse, del nasino che cola, degli occhietti con congiuntivite e orecchie con otite. Bimbo moccicoso. E mamma rauca, con gola in fiamme. Abbiamo tenuto duro entrambi, ma questa volta non è stata clemente e ci ha colpiti entrambi, quella cattivona della febbre! Questa volta non c'è stato nulla da far…