lunedì 27 giugno 2016

Il tempo esclusivo


Da qualche settimana sono arrivate le prime giornate di sole caldo, i pomeriggi al mare, segni d'estate, le mattinate di venticello leggero, che ti scompiglia i capelli.
Cambio di armadio e via, fuori con le magliette leggere e i cappellini di lana chiusi nel cassetto. La copertina resta solo un ricordo. Anche se non è molto che mi faceva compagnia la sera, quando cala il sole e in casa arriva il freddino, perché è finita la stagione del riscaldamento centralizzato che faceva sembrare il nostro appartamento una succursale delle Bahamas.
Tutti fuori a giocare. A sudare. Ad asciugare al vento come lenzuoli stesi al sole.
E zac! L'idillio di nuova vita si infrange con l'arrivo della tosse, del nasino che cola, degli occhietti con congiuntivite e orecchie con otite. Bimbo moccicoso. E mamma rauca, con gola in fiamme.
Abbiamo tenuto duro entrambi, ma questa volta non è stata clemente e ci ha colpiti entrambi, quella cattivona della febbre!
Questa volta non c'è stato nulla da fare. La diagnosi ha deliberato antibiotico per due!
È così, ormai un mesetto fa, ci siamo ritrovati per due giorni interi accoccolati insieme sotto una coperta, col sole che brillava fuori e i brividi della febbre che ci facevano scuotere dentro. 
Sempre vicini a giocare di giorno. Naso contro naso a dormire la notte, con un cosleeping totalizzante che non capitava dai tempi dei primi mesi dopo la nascita.
Inevitabile che ci contaminassimo a vicenda.
L'influenza è diventata un mezzo per ritrovare quel rapporto simbiotico che mancava da tanto, troppo tempo. Per ritrovarci. Per stare insieme lontano dal frastuono del mondo.
E questo tempo obbligato di immobilità è servito a me per ricentrarmi, per riappropriarmi del mio tempo, per valutare le priorità. Per RALLENTARE.
Ne venivo da un periodo molto intenso: lavoro, consulenze e corsi con le mamme, inizio dei lavori nella casa nuova...e quindi ricerca infinita dei tecnici necessari, code negli uffici e musichette in loop al telefono con i call center. La mia giornata tipo consisteva nell'uscire alle 7.30 e rientrare (se andava bene) alle 19. Pile di roba da stirare. Mille lavatrici da fare. Polvere che aveva preso ormai residenza sulle mie mensole di casa. 
Il marito solo un'entità di passaggio, incontrata talvolta la sera per cena e a volte nemmeno lì, prima di crollare sul divano addormentata (leggi: <svenuta>). Il mio bimbo sballottato di qua e di là...e meno male che ci sono i nonni a correrci in soccorso.
Il fatto è che da quando ho cambiato lavoro mi sono ritrovata con molto più tempo libero...e così l'ho riempito con tante attività, tutte quelle che non potevo fare "nella vita precedente". 
Però non ho retto e più riempivo più non facevo che ripetermi che avrei voluto del tempo.
Così l'essere costretta in casa per alcuni giorni e comunque nella settimana successiva aver da fare 'solo' il lavoro e la vita da mamma ad accudire gli strascichi di influenza del cucciolo...mi ha fatto sentire LIBERA!
Libera di giocare a nascondino con mio figlio senza dover lasciarlo col papà per un impegno pomeridiano.
Libera di pranzare con mamma e nonna senza dover scappare subito.
Libera di leggere un libro prima di dormire senza dover stare appiccicata allo schermo del pc.
Libera di guardare un film col marito senza cadere addormentata dopo un secondo.
Libera di passare i pomeriggi a cucinare e fare biscotti col pupo.
Libera di pranzare con mia cugina e parlare di arredamento, pannolini e corredini per bebè.

Libera di fare queste piccole cose, molto banali anche, ma che mi erano sfuggite di mano. Avevo perso di vista la bellezza di lasciarsi del TEMPO VUOTO.

Così dopo l'influenza ho ridimensionato la mia quotidianità. Certo, ho rinunciato anche a malincuore, a progetti in cui credevo e che mi piacevano anche, come il corso di pilates appena iniziato...ma questo non è il momento per tutte queste attività.

E ora respiro. Sono più rilassata e le relazioni in famiglia vanno molto meglio. Avere del tempo per <NOI> famiglia fa sì che stiamo meglio insieme.

Con BabyD soprattutto ho ritrovato quella complicità che forse un po' avevamo perso negli ultimi tempi, proprio per la mia vita frenetica.
Lo stare insieme, il fare cose insieme, la possibilità di andare prima a prenderlo al nido e avere tutto il pomeriggio davanti a noi ha fatto bene al nostro essere mamma e figlio.

Abbiamo anche ripreso ad usare la fascia...ed è stato persino lui in più di un'occasione a chiedermi <Su, mamma, Nino schiena tua!>. Un ritrovare un contatto che si era un pochino allentato, in termini fisici...e di cui mi sono accorta di sentire tanto la mancanza!

I bambini hanno bisogno di TEMPO ESCLUSIVO e questa esperienza me lo ha insegnato.

Io ho bisogno di TEMPO ESCLUSIVO.

E di LENTEZZA.

Tento di ricordare ogni giorno questa esperienza di <vuotezza temporale> perché sono un mago nel riempirmi gli spazi vuoti appena mi distraggo dalla realtà! 

Oggi inizia la mia, la nostra settimana di ferie...e qui ed ora più che mai cercherò di DONARMI, DONARCI tempo esclusivo. 

Me lo propongo proprio come obiettivo di questi giorni di vacanza. 

Rallentare, staccare, svuotare, ricentrare: queste saranno le mie parole d'ordine della settimana.

Ci dobbiamo essere solo noi per questi sette giorni.

A presto e che anche per voi questa sia un'estate di <tempo esclusivo>!

#Lusi

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